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Toscana

Ceccantini: «La lunghezza di una gonna non misura il valore di una donna»

Il presidente di Uisp Toscana: «La politica dovrebbe occuparsi di abbattere gli stereotipi, non di riproporli»

 

Marco Ceccantini *

Ho impiegato qualche giorno a capire il valore e il peso delle parole del Ministro della Repubblica delegato agli Esteri.

Ho preso del tempo perché mi sembravano parole impossibili, fuori tempo, fuori contesto e soprattutto indicibili.

Parole irricevibili.

Le parole di Antonio Tajani sulle donne, sulle «gonne più lunghe» e sulla presunta maggiore affidabilità di una ragazza meno appariscente non sono una semplice battuta. Sono un’idea della donna che appartiene a un passato che non vogliamo riportare nel presente. Appartengono al medioevo più cupo.

Una donna non è più seria perché veste in un certo modo. Non è più affidabile perché è meno appariscente. Non vale di più perché risponde a un modello deciso da qualcun altro.

Le donne devono essere libere di scegliere chi essere, come vestirsi, come amare, che lavoro fare e quale vita costruire.

La politica dovrebbe occuparsi di abbattere gli stereotipi, non di riproporli.

La lunghezza di una gonna non misura il valore di una donna. Già negli anni sessanta, con l’avvento della minigonna come moda e non come status, si era sdoganato il principio di potersi vestire come meglio piace.

Alle nostre figlie diciamo di non fidarsi di chi le giudica in base ai centimetri di lunghezza della gonna. E ai nostri figli diciamo di instaurare relazioni paritarie, dove il parametro è il sentimento e non l'abito.

 

*Presidente Uisp Toscana

 

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